da http://alainet.org/active/51146

 

traduzione dallo spagnolo di Ilaria Dematteis per http://mujeres_libres.blog.tiscali.it

 

La violenza contro le donne è un problema politico

 

Lily Muñoz

 

25/11/11

 

Quasi sempre quando si parla di violenza contro le donne, prevale nell’opinione pubblica l’idea di un problema familiare, della sfera privata. Per questo sembra che la soluzione più semplice sia sensibilizzare gli uomini contro il machismo e la violenza e lavorare con le donne affinché conoscano i propri diritti.

 

Ma questa è una concezione riduttiva, che non prende in considerazioni le radici del problema. Confinare la questione della violenza contro le donne entro le quattro mura di casa, non è solo un errore, ma è anche una trappola. Perché questa è solo una parte del problema, che è in realtà presente nella vita delle donne a casa, sul posto di lavoro, in strada, sui marciapiedi, nelle università, nelle aziende agricole, nelle chiese, nell’organizzazione e in tutti i luoghi in cui noi donne ci muoviamo ogni giorno.

 

E la violenza contro le donne ha molte facce. La violenza fisica, la violenza psicologica, la violenza verbale, l’incesto, lo stupro, la molestia sessuale, la pedopornografia, lo sfruttamento sessuale e/o del lavoro di bambine e donne, l’eterosessualità obbligatoria, la gravidanza forzata, l’aborto forzato, le relazioni sessuali obbligate, il traffico e la tratta delle donne per lo sfruttamento sessuale o lavorativo, l’espropriazione dei beni, il non poter accedere alla proprietà, gli abusi, il femminicidio, la violazione e l’abuso sessuale da parte di militari e paramilitari durante l’epoca del genocidio, le violenze sessuali commesse dalle forze di sicurezza nella cornice delle lotte per la difesa del territorio e delle risorse naturali, sono le facce più visibili della violenza patriarcale contro le donne nella nostra società.

 

Ma non vedere, negare o respingere la partecipazione delle donne nella storia, nella politica, nella scienza, nella filosofia, nella cultura, nell’economia e in tutti gli ambiti della vita sociale è anche esercitare violenza contro le donne . L’uso di immagini o discorsi che denigrano le donne nei media, sui cartelloni pubblicitari e altri tipi di pubblicità, è violenza simbolica contro di loro, così come l’uso diffuso di vessazioni mascherate da “complimenti”, gli insulti, gli scherzi e le canzoni che offendono la dignità delle donne, riproducono stereotipi e pregiudizi che rafforzano e giustificano l’oppressione e la discriminazione delle donne nella società.

 

Se la violenza contro le donne ha molte facce, tanti assassini e tanti luoghi comuni, è perché non è un problema dei singoli individui, ma un problema sociale. È per questo che ho detto prima che intendere il problema della violenza contro le donne come un problema privato, è una trappola. Perché in realtà, è un problema strutturale, un problema del sistema patriarcale in cui viviamo, un sistema che costruisce relazioni di potere diseguali tra uomini e donne consentendo alle donne di vivere in situazioni di oppressione e discriminazione e agli uomini, indipendentemente dalla classe sociale e dall’etnia di appartenenza, di detenere il potere. Anche tra i gruppi sociali più poveri, è evidente che alle donne tocca sempre la parte peggiore, arrivando a soffrire della triplice oppressione, come nel caso delle donne indigene impoverite. Ecco perché l’autrice messicana Adriana Carmona afferma che la struttura patriarcale è una struttura violenta che si apprende in famiglia, si rinforza nella società civile e viene legittimata dallo Stato [1]. Questo significa che tutti sono protagonisti della riproduzione sociale del patriarcato, nei distinti spazi sociali.

 

Significa anche che la violenza patriarcale contro le donne è anche un problema politico. La filosofa tedesca Hannah Arendt ha scritto che il potere non è proprietà di un individuo, [dunque] appartiene ad un gruppo e continua ad esistere se il gruppo si mantiene unito [2]. Il sistema patriarcale si è mantenuto per molti secoli, grazie alla forma in cui è stato strutturato e ad una serie di strategie che ha utilizzato per perpetuarsi, tra esse, la violenza patriarcale contro le donne.

 

Pertanto, per sradicare la violenza patriarcale contro le donne, è necessario andare verso lo smantellamento del sistema patriarcale e la costruzione di una nuova organizzazione sociale, politica, economica e culturale, con giustizia ed uguaglianza per tutte e tutti.

 

- Lily Munoz è ricercatrice dell’Associazione per il Progresso delle Scienze Sociali-AVANCSO Guatelama.

 

[1] la discriminazione di genere nell’amministrazione della giustizia a Ciudad Juarez, Chihuahua (UNAM, 2004).

 

[2] Sulla violenza (Alianza Editoriale, 2006).

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QUESTA TRADUZIONE E’ STATA RIPRESA QUI http://www.annalisamelandri.it/2011/11/la-violenza-contro-le-donne-e-un-problema-politico/